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Una simpatica coppia di gnomi
Sono una giovane giornalista in cerca di lavoro e colgo ogni occasione per scrivere qualche articolo sui fatti curiosi,
bizzarri, insoliti che possano interessare i lettori dei giornali. Tra noi giornalisti vi è molta concorrenza e così più sono strani gli avvenimenti di cui si parla e più ci sono possibilità di farsi notare dai direttori dei grandi quotidiani.
Avevo letto su un giornale pubblicato a Bagno di Romagna che erano
stati avvistati degli gnomi nella foresta dell'Armida a Bagno di
Romagna e così ho pensato:
"Questa è l'occasione per fare uno scoop giornalistico in grande stile e trovare lavoro in un
giornale o, se sono proprio fortunata, addirittura in televisione".
Così ho convinto il mio ragazzo che ha l'hobby della
fotografia a partire con me per Bagno di Romagna, con
l'accordo che io avrei scritto l'articolo e lui avrebbe fatto le fotografie,
perchè naturalmente ogni articolo deve essere ben documentato e
le cose descritte devono essere dimostrate.
Una volta arrivati a Bagno di Romagna, abbiamo preso alloggio
in albergo e atteso la notte per avventurarci
lungo il sentiero degli gnomi. Le leggende raccontano che gli gnomi
non si fanno mai vedere dall'uomo, rifuggono la
loro curiosità e la loro invadenza, perchè vogliono vivere in pace e
serentità, in mezzo alla natura, in un ambiente
incontaminato, così si muovono velocemente fra le piante e gli alberi
del bosco per non farsi vedere, si nascondono
fra le fronde oppure si spostano solo di notte. La notte era buia e
l'unica luce in mezzo alla foresta era quelle delle stelle. Ad essere
sincera avevamo un po' paura
ma il desiderio di scrivere un fantastico articolo era troppo forte.
Non si vedeva molto bene e ad un certo punto, mentre
mi avventuravo sul sentiero ho messo un piede su un sasso, sono scivolata
verso il basso e mi sono trovata a ruzzolare
verso il ruscello. "Acc....", ho pensato, un bagno nell'acqua fredda non mi
andava proprio. Quando ho sentito qualcuno
che mi tratteneve e mi rimetteva in piedi. Pensando che fosse stato Mio mi
sono voltata per ringraziarlo e invece mi
sono trovata davanti ad un piccolo uomo baffuto e dal berretto a punta che mi
sorrideva con la faccia illuminata dalla luna.
Credo di essere immediatamente svenuta.
Quando mi sono ripresa ero in una piccola stanza, sdraiata su un comodo
divano, vicino al camminetto dove una carinissima signora gnoma stava
controllando l'acqua che bolliva in un piccolo bollitore.
Io ho pensato: "A causa della caduta ho ricevuto un brutto colpo alla testa e sto sognando". Invece no, perchè è entrato
nella stanza lo gnomo che mi aveva salvato dal tuffo nel ruscello e mi ha chiesto: "Quanti cucchiai di zucchero nel the?".
Questa è una grande occasione, se riesco ad intervistarli e a fare qualche
fotografia divento addirittura direttore
del telegiornale!! Così mi sono fatta forza, mi sono seduta, e mentre
sorseggiavo il mio the mi sono presentata alla simpatica
coppia di gnomi:"Io sono una giornalista e volevo chiedervi se posso farvi qualche domanda,
sono molto curiosa di conoscervi
e come me tutti i miei lettori (almeno spero di averne)".
Poi mi sorge nuovamente un dubbio. Forse sto sognando! Bevo frettolosamente un
altro sorso di the per mascherare il nervosismo
e mi scotto la lingua. Allora è tutto vero!!!!
Gli gnomi mi sorridono gentili e si presentano a loro volta, si chiamano
Tromboncino e Trombettina, e sono sposati da
centinaia da anni, anni che sono volati, e soprattutto si vogliono bene come il primo
giorno. Mentre Tromboncino fuma lentamente la sua pipa con ampie volute di fumo
vicino al camminetto, la sua moglie Trombettina beve
con me il the dal profumo di mirtillo.
Non si sono rifiutati di rispondere alle mie domande e facendomi coraggio incomincio con la prima, sono molto curiosa e così
chiedo loro:
"Da dove venite? Forse da qualche paese del Nord Europa come raccontano le leggende?".
“Certamente”, risponde Tromboncino. “abitavamo in una foresta della lontana Finlandia fin dal lontano 1700, prima invece risiedevamo in una foresta della Svezia, dove avevamo una deliziosa casetta.
In Finlandia l’inverno era molto lungo, durava 7 mesi e le temperature scendevano fino a meno 40°C, il terreno era acquoso e quando
faceva molto freddo gelava in superficie.
Certo la foresta era ricca di betulle e di alberi resinosi, a noi molti utili perché usiamo la resina come colla, e di funghi,
di cui siamo molto golosi, ma francamente era troppo umida per i mie gusti. La pioggia trasformava ogni volta il terreno
in palude, dovevamo avvolgerci in lunghe sciarpe di lana, si gelava perfino il fumo della mia pipa. Così abbiamo deciso di trasferirci in un paese dal clima più mite e temperato”.
"Abbiamo girato a lungo", continua Trombettina, e intanto versa dell’altro the per entrambe.
continua >>
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