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Gli gnomi arrivano a Bagno di Romagna
"Abbiamo girato a lungo, ma c’era sempre qualche cosa che non andava bene.
O era troppo caldo o troppo freddo, c’era
troppa confusione o troppo silenzio, pioveva troppo o troppo poco.
Un paio di volte abbiamo pensato di avere trovato il posto giusto: la prima volta
la foresta è stata distrutta per realizzare una grande parcheggio, la seconda
volta è stato costruito un centro commerciale proprio sopra il nostro villaggio.
Quando siamo arrivati a Bagno di Romagna ci siamo trovati tutti d'accordo,
gli inverni sono miti, con qualche spruzzo di neve, sufficiente per i bambini
che vogliono giocare e costruire pupazzi, il laghetto si ricopre di ghiaggio per
il diletto degli appassionati pattinatori sul ghiaccio, l’acqua termale
è sempre calda ed è l'ideale per chi ha acciacchi e malesseri".
"Ma quanti siete? Ci siete solo voi in Italia?".
"Io non so quanti siamo. Io conosco Mentino il nipote di Knock, che è il nostro
compagno più anziano. Poi c’è Panino che prepara del pane fragrante e saporito nel suo
forno a legna, e Botton d’oro la nostra sarta, Ceres che gestisce il bar
più frequentato della comunità, nonché l’unico, e Tomaia il nostro calzolaio, e
Gazzettino che si occupa del nostro unico giornale come giornalista,
redattore, direttore, editore, tipografo, e ……".
"Si ho capito, siete in tanti Tromboncino. Ma quanti? Basta che vi contiate".
"Primo o poi lo faremo, noi gnomi non abbiamo fretta, facciamo le cose una alla volta a partire
dalle più importanti, e questa sinceramente non mi sembra molto importante".
"Usate il denaro?".
"Il denaro, che cos'è? Ah, ho capito quelle strambe cose rotonde che a volte troviamo
nel Pozzo dei desideri. Ecco di che
cosa si tratta, noi li usiamo per ragioni molto pratiche ad esempio come sottobicchieri.
Che strano, ma voi a che cosa
servono?".
"Servono per acquistare oggetti, vestiti, cibo. Se ci serve un vestito andiamo in un negozio
di vestiti lo scegliamo e lo
paghiamo con i soldi così diventa nostro".
"Bhe se a noi serve un vestito andiamo da Botton d’oro che in men che si dica ci prepara:
i pantaloni rossi o verdi o gialli
e così per la camicia, il berretto o il lungo camicione da notte. Sai usa le foglie degli
alberi del bosco e come colorante
le bacche o i fiori.
"E poi," aggiuge Trombettina, "io sono una sarta brava
tanto quanto Botton d’oro. Nessuno dei vestiti da me preparati si è
mai scucito, solo i bottoni qualche volta si staccano. In compenso
però so cucire delle scarpe di ottima qualità. Pensa che il mio Tromboncino
indossa ancora le scarpe che gli ho preparato quando ci siamo sposati, esattamente
250 anni fa. Sai la suola è di corteccia d’albero, sono foderate con morbide piume
che io stessa ho ricevuto da un'oca che le stava cambiando, sono rivestite di un
morbido tessuto di foglie amalgamate con i petali di fiori".
"Voi avete entrambi un nome molto particolare, come quello degli altri gnomi da dove deriva?".
"Il nostro nome ci è stato attribuito quando siamo nati. Siccome apparteniamo ad una famiglia di musicisti tutti noi
suoniamo uno strumento musicale. Io suono il trombone e mia moglie la tromba. Suoniamo nella banda musicale in occasione
delle feste, delle sagre o quando ci incontriamo con gli amici". Queste feste si svolgono in concomitanza con
le feste del paese. Sai c'è tanta confusione che di noi non si accorge nessuno.
Continuo a bere il the e a mangiare qualche biscotto che Tromboncino mi porge. Buonissimi, non ho mai mangiato niente
di simile. Hanno un buon sapore di miele grezzo, di frutti del sottobosco, di chicchi d'orzo, di mela e di fragole.
Improvvisamente mi viene in mente Marco, ma dove sarà il mio fotografo, spero si preoccupi della mia sparizione e mi
cerchi. E poi i miei due piccoli gnomi accetteranno di farsi fare almeno una fotografia?
Intanto mangio qualche altro biscotto mentre Trombettina mi fa vedere la sua tromba e si offre di suonarmi
qualche cosa. Perchè no, penso io.
>> continua
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