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La brava sarta degli gnomi di Bagno di Romagna
Tromboncino invece continua a parlarmi di Botton d’Oro secondo lui la miglior
sarta di tutti i paesi degli gnomi e forse anche dei paesi degli esseri umani.
“Secondo me sarebbe stato un vero e proprio stilista se fosse vissuto nel
vostro mondo. E’ ancora giovane ma ha un sacco di idee, alcune delle quali
veramente interessanti. Pensa che ha creato lei i nostri copricapo a forma
di cono. Originariamente i nostri cappelli erano piatti, proprio come
quelli degli abitanti delle città, ma quando nevicava i fiocchi di neve
si fermavano sopra fino ad accumularsi diventando pesantissimi. Così Botton
d’Oro ha inventato i cappelli a punta, la neve non vi si deposita sopra ma
scivola via. La sua creazione più grande sono stati i comodi e leggerissimi
zoccoli di legno che si possono indossare d’inverno con grosse e colorate
calze di lana. Il segreto consiste nell’usare rami o tronchi secchi caduti
naturalmente nella foresta. Per quando riguarda i colori la nostra sarta
usa i colori del bosco come il verde, il giallo, il rosso e l’arancione,
in questo modo possiamo mimetizzarci nel bosco e muoverci non visti
dagli uomini e dagli animali”.
Tromboncino sorride mentre racconta tutto ciò. Probabilmente sta
pensando a tutte le volte in cui gli ignari turisti hanno passeggiato
per questi boschi passandogli accanto senza vederlo.
Mentre tromboncino tesse le lodi della sarta Botton D’Oro, la moglie
Trombettina, probabilmente un po’ gelosa della giovane, fa finta di
essere molto interessata alla sua tromba
.
“Certo”, ho detto io, “ho capito che avete una brava sarta che vi prepara
i vestiti, ma come la ricompensate per il lavoro che fa?”.
“Indossando i suoi vestiti rendiamo utile e indispensabile il suo lavoro.
Lei è contenta quando ci vede elegantemente vestiti partecipare ad una festa.
Oppure quando grazie ai suoi vestiti siamo ben coperti e protetti dal freddo
e dal vento. La cosa che più le piace è ricevere i complimenti dalle signore
del paese per i bellissimi vestiti che realizza in occasione della “Festa di
Primavera”.
La stessa felicità la prova Panino, il nostro fornaio, quando
prepara un nuovo manicaretto o una nuova specialità culinaria. Noi capiamo
che ha intenzione di cucinare perché accende il grande forno che si trova
nella piazza del paese e da tutta la foresta si vede il filo di fumo. Invitanti
profumi si effondono per il paese e tutti sono impazienti di assaggiare i
nuovi piatti, a base di verdure, ortaggi, frutta, soprattutto è specializzato
nelle torte che diventano fragranti e ricche di frutta. Quando il suo manicaretto
è pronto suona la campanella che si trova proprio sopra il pozzo e tutti ci riuniamo
per assaggiarlo, c’è chi porta il vino, che il buonissimo succo di bacche, e chi gli
strumenti musicali per allietare il momento.
Trombettina incomincia a fare qualche
prova e qualche nota si diffonde per la casa. Questo mi fa notare che l’unico suono
fino ad allora avvertito era il suono delle nostre parole. Così guardandomi intorno
mi sono resa conto che in casa non c’era radio, televisione, computer, stereo,
registratore, insomma nessuno di quegli strumenti che siamo abituati ad avere
continuamente accesi a casa nostra.
Ho chiesto loro se sapevano che cosa fosse la televisione, infondo avevano un
loro giornale e quindi qualche notizia sapevano che cosa fosse.
>> continua
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