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La vegetazione
Il bosco, per essere tale, deve avere almeno una estensione di 5.000 metri quadri, con gli alberi che hanno una altezza media di 5 metri, nonché una larghezza di almeno 20 metri. Tali parametri sono stati adottati da ISAFA-TN per il primo inventario forestale nazionale - IFN1 - 1983-1985).
I boschi hanno composizioni diverse a secondo del tipo di zona in cui si sviluppano e del clima. Se il bosco è composto da alberi con alto fusto è detto fustaia, il boschetto invece è quello esteso tra i 1.000 metri quadrati e i 5.000 metri quadrati, se è collegato o è distante appena 20 metri dal bosco vero e proprio, è considerato parte di esso.
Zona di rimboscamento è un boschetto che ha un'altezza media inferiore ai 5 metri. La formazione riparia è quella con larghezza inferiore ai 20 metri.
Le aree transitoriamente prive di vegetazione arborea sono le radure, cioè zone nel bosco che non sono coperte dai fusti degli alberi.
Se nessuna specie di piante raggiunge il 70 %, si definisce come bosco misto. La foresta invece copre una fascia di terra estesa e del tutto incolta mentre il bosco è definito ceduo se gli alberi vengono tagliati e controllati dall'opera umana.
Il bosco arboreo è formato da fusti con circonferenza superiore ai 2,5 metri; arbustivo se alla stessa altezza c'è la presenza di rami; erbaceo se c’è poca presenza legnosa sul fusto stesso.
I boschi hanno una notevole rilevanza a livello geologico assicurando stabilità a livello geologico al terreno circostante proteggendolo dall’erosione delle piogge, che possono anche causare frane e valanghe. Le radici inoltre diramano le falde acquifere sottoterra e spesso anche il letto dei fiumi.
Il legname fornito dai boschi ha una notevole rilevanza economica in quanto dal legno degli alberi si possono ottenere.
Funzione importante svolta dagli alberi è l’assorbimento di gas nocivi che vengono restituiti puri alla natura. Gli alberi inoltre oltre ad essere molto belli esteticamente grazie alla loro altezza possono assorbire elettricità in caso di temporali.
L’integrità di un bosco può essere messa a repentaglio sia da fattori naturali che da fattori artificiali. Tra i fattori naturali il più pericoloso è senza dubbio il gelo che, nel caso intacchi le radici, rende sterili le piante, il vento molto forte e le tempeste non solo spezzano i rami ma sradicano addirittura i fusti.
Il pericolo di incendio boschivi deriva dai fulmini e dai piromani, nonché dai turisti che spesso in maniera sprovveduta non hanno rispetto della natura e accendono fuochi e gettano fiammiferi accesi. Ulteriori problemi al bosco possono essere determinati dalla costruzione di elettrodotti o di bacini artificiali.
I boschi italiani sono tutelati dalla Legge Forestale n.3263, e dal relativo Regolamento, che ha come scopo la tutela di tutto il territorio, costituito in particolar modo sui Monti Appennini, da aree boschive. A vigilare sull’applicazione della legge è il Corpo della Guardia Forestale.
Le zone del demanio pubblico fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato Italiano e non possono essere vendute ai privati. La legge forestale n.3263 è stata integrata dalla legge n. 353 del 2000, in materia di incendi boschivi, si tratta di una legge quadro di notevole importanza diretta a tutelare il ricco patrimonio nazionale.
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